Agevolazioni fiscali per montascale.

Perché stare bene è un diritto di tutti. I montascale Otolift sono mezzi che aiutano all’abbattimento delle barriere architettoniche. Pertanto, se installati in abitazioni private, godono di importanti benefici fiscali, che possono abbassare considerevolmente la quota del preventivo. In particolare, dall’imposta lorda a carico del contribuente è possibile detrarre:

• L’importo pari al 19% della spesa sostenuta per il bene e relative spese di manutenzione, secondo quanto previsto dall’art. 15 lettera c) del D.P.R. n. 917 del 22 dicembre 1986.

• L’importo pari al 50% della spesa sostenuta per il bene, ai sensi della Legge 449/97 e successive modifiche (aumentato al 50% fino al 31.12.16)

Qui sotto vi proponiamo le specifiche legislative che possono aiutarvi a capire se e quanto potrete usufruire di tali normative, nel momento in cui deciderete di affidarvi a un servoscala a piattaforma o poltroncina. Al fine di accertare l’applicabilità di tali norme alle particolari condizioni di ogni singolo contribuente, suggeriamo comunque di indirizzarsi presso un consulente fiscale.

IRPEF – DETRAZIONI FISCALI

Per facilitare la mobilità dei disabili, l’art. 15 lettera c) del  D.P.R. n. 917  del  22 dicembre 1986, stabilisce che le spese riguardanti i mezzi necessari all’accompagnamento, alla deambulazione, alla locomozione e al sollevamento rivolti a facilitare l’autosufficienza e le possibilità di integrazione dei soggetti portatori di handicap di cui all’art. 3 della Legge n. 104/92, si assumano integralmente. Pertanto decade la franchigia di 129,11 euro prevista sulle spese mediche e d’assistenza specifica.

CHI HA DIRITTO ALLA DETRAZIONE

La detrazione del 19% è applicabile da contribuenti che rientrano nella categoria  delle persone  titolari di una  minorazione  fisica, psichica o sensoriale, stabilizzata o progressiva, che è causa di difficoltà di apprendimento, di relazione o di integrazione lavorativa, tale da determinare un processo di svantaggio sociale o di emarginazione. Si tratta di una definizione piuttosto ampia che però limita gli aventi diritto a coloro che siano stati riconosciuti ufficialmente invalidi dalle A.S.L. o da enti allo scopo preposti, ai sensi dell’art. 3 Legge n. 104/92.

Può avere diritto alla detrazione fiscale anche il contribuente che abbia fiscalmente a carico il soggetto portatore di handicap. Inoltre i soggetti che hanno sostenuto la spesa del montascale per familiari con patologia esente dalla partecipazione alla spesa sanitaria pubblica (esenzione del ticket legata alla patologia) anche se non a carico, possono portare in detrazione l’importo del 19% (art.15 lettera c del D.P.R. n. 917/86).

DETRAZIONE 19% – ITER PER IL RECUPERO

La procedura prevista per il recupero fiscale del 19% è analoga a quell’applicata per le spese  mediche. Il limite di spesa detraibile resta fissato a 6197,48 € complessivo annuoIl contribuente che ha diritto alla detrazione fiscale dovrà conservare le fatture, e alla dichiarazione dei redditi relativa l’anno nel quale si è sostenuto al pagamento della spessa, portare l’importo in detrazione.

LEGGE 449/97

Ogni strumento, anche di natura tecnologica, adatto a “favorire la mobilità interna ed esterna dell’abitazione per le persone portatrici di handicap(ascensori, montascale, elevatori per disabili) rientra nelle spese sostenute  per l’acquisto e l’installazione di lavori destinati ad eliminare le barriere architettoniche. È inoltre prevista l’applicazione del IVA agevolata al 4%, ai sensi del D.P.R. n. 633/72 e successive modifiche, tab. A2 voce 41 ter. se si è in possesso dei requisiti. Il  limite  massimo  agevolabile,  indipendentemente  dal  numero  di  soggetti proprietari o titolari di diritti reali è fissato a 96.000,00 € (fino al 31.12.2016) per unità immobiliare.

Il recupero fiscale previsto è pari al 36% della spesa (IVA inclusa e deve essere rateizzata in quote costanti ed annuali, fino a concorrenza dell’imposta lorda, da suddividere in 10 anni, ovvero in quote del 10% annuali. Il recupero del 36% è stato aumentato al 50% fino al 31.12.16. Lagevolazione è concessa ai soggetti (persone fisiche), residenti e non residenti, che effettuano interventi di recupero del patrimonio edilizio su unità immobiliari possedute o detenute a titolo idoneo, che siano:

  • Residenziali : sono esclusi gli edifici a destinazione produttiva e commerciale; iscritti in catasto: in assenza dell’iscrizione è sufficiente che sia stato richiesto l’accatastamento;
  • Ubicati sul territorio dello Stato, per i quali è stata corrisposta, a decorrere dal 1997, l’ICI.

Gode di questo beneficio qualsiasi contribuente, indipendentemente dal suo stato di salute, che si faccia carico della realizzazione di un intervento volto ad abbattere una barriera architettonica in un immobile di proprietà o detenuto ad altro titolo (uso, usufrutto, abitazione, locazione, comodato), purché situato in Italia.

TRASFERIMENTO PER ATTO TRA VIVI DELL’IMMOBILE

Nel caso in cui l’immobile oggetto dell’agevolazione sia ceduto, per atto “tra vivi” (donazione o vendita) le quote di detrazione residua possono rimanere al cedente o essere recuperate dal nuovo proprietario.

DECESSO DELL’AVENTE DIRITTO

Nel caso di morte del soggetto titolare della detrazione del 36%, il diritto di fruire delle detrazioni residue viene trasmesso unicamente agli eredi che mantengono la “detenzione materiale e diretta del bene“.I pagamenti dovranno essere eseguiti con bonifico bancario, seguendo le procedure in essere, delle quali sono a conoscenza tutte le banche. Tutti i Montascale Otolift, a differenza di interventi alternativi, (realizzazione di rampe o altre opere edilizie, installazioni di ascensori ecc.) se installati su rampe di scala interna, godono del vantaggio di non avere bisogno di alcuna concessione edilizia o dichiarazione inizio attività.

I lavori da eseguire devono essere conformi all’art. 8 del DM 14 giugno 1989, n.236.

CONTRIBUTI ABBATTIMENTO BARRIERE ARCHITETTONICHE

La legge n.13/89 disciplina la materia dell’ adeguamento delle barriere architettoniche, introducendo concetti molto importanti quali la visitabilità e l’adattabilità degli edifici. Da quando la legge è entrata in vigore tutti gli immobili devono essere accessibili anche alle persone con ridotta capacità motoria, o “adattabili”. Significa che, anche in un momento successivo alla costruzione, deve essere possibile attrezzarli con rampe, ascensori, montascale o altri interventi atti a consentire l’accesso alle persone disabili o con difficoltà motorie.
 
E’ prevista la possibilità di richiedere un contributo a fondo perduto quando si sostengono delle spese finalizzate all’adeguamento delle barriere architettoniche in edifici privati, tra queste l’ampliamento di porte, l’adeguamento dei servizi igienici o l’acquisto di strumenti come il montascale. I portatori di handicap riconosciuti invalidi civili dall’Azienda Sanitaria Locale, (Legge 104/92) hanno diritto di precedenza nella graduatoria delle domande ammesse al contributo.
I fondi dovrebbero essere stanziati annualmente dal Ministero dei Lavori Pubblici e distribuiti alle Regioni. Purtroppo, gli stanziamenti non sono regolari e la mancanza di disponibilità costringe le amministrazioni Regionali a farsi carico delle richieste di rimborso con risorse proprie.
Vi sono molte leggi regionali, e sono prevalenti rispetto alla normativa nazionale. Si ispirano ai principi stabiliti dalla legge 13/89, ma spesso applicano criteri più rigorosi per la valutazione dei requisiti necessari all’ottenimento del contributo, ponendo ad esempio limiti di reddito, o rimborsando importi inferiori rispetto a quelli previsti dalla legge nazionale.
 
LEGGE 09 gennaio 1989 n° 13
Le domande vanno presentate presso gli uffici preposti dei Comuni di residenza, su apposito modulo in carta da bollo. Possono essere presentate in qualsiasi momento dell’anno, purché prima della realizzazione dei lavori, ed entro il 1° Marzo di ogni anno. Le domande presentate dopo questo termine andranno inserite nella graduatoria dell’anno successivo. Dopo la presentazione della domanda, gli interessati possono realizzare direttamente le opere senza attendere la conclusione del procedimento amministrativo.
 
Le domande devono essere presentate dalle persone che hanno difficoltà di deambulazione o da chi ne esercita la tutela o la potestà. Nei casi previsti è possibile che la spesa venga sostenuta da una persona diversa, come ad esempio un familiare con a carico il disabile richiedente, o il proprietario dell’immobile, senza perdere l’opportunità di richiedere il contributo. Chi si fa carico dell’ acquisto dovrà sottoscrivere la domanda per consenso e adesione.
 
Oltre al modulo della domanda, con marca da bollo da € 16,00 , va allegata la seguente documentazione:
– Certificato medico in carta libera con indicata la menomazione o limitazione funzionale;
– Per avvalersi del diritto di precedenza nella graduatoria, allegare copia della certificazione d’invalidità totale (Legge n°104/92) in copia autenticata o conforme.
– Descrizione sommaria delle opere da realizzare e importo della spesa prevista comprensiva di I.V.A. (preventivo)
– Fotocopia del documento d’identità e del codice fiscale (fronte e retro) del dichiarante e del beneficiario del contributo
– Autorizzazione del Condominio risultante da deliberazione firmata dall’Amministratore pro- tempore, con indicato il nominativo e l’indirizzo dell’Amministratore, se le spese sono sostenute dal condominio
– Atto comprovante l’assenso del locatore (per opere interne all’abitazione in locazione);
– Atto di tutela, in originale o in copia autenticata (per minori o incapaci);
 
Nel definire la graduatoria d’erogazione dei fondi sono tenuti in considerazione due soli elementi: l’ordine cronologico di presentazione delle domande e il diritto di precedenza per i portatori di handicap riconosciuti invalidi totali con difficoltà di deambulazione, dalle competenti Aziende Sanitarie Locali (Legge 104/92); pertanto non sono tenuti in considerazione altri parametri come il reddito, l’età, il tipo d’opera e la spesa affrontata.
 
Le domande che per mancanza di fondi sufficienti non riescono ad essere soddisfatte nell’anno di presentazione sono automaticamente tenute valide per l’anno successivo.
 
Il calcolo del contributo viene indicato dall’ art.9.2 della legge 13/89: “ il contributo è concesso in misura pari alla spesa effettivamente sostenuta per costi fino a € 2.582,28, è aumentato del 25% per costi da € 2.582,28 a € 12.911,42 e di un ulteriore 5% per costi sopra € 12.911,42.
 
Non è possibile presentare la domanda di contributo quando:
• l’edificio nel quale si intendono eseguire le opere di eliminazione delle barriere architettoniche è stato realizzato successivamente alla data dell’11/08/89, anche in presenza del “progetto di adattabilità”. Molte regioni tuttavia non applicano questa restrizione.
• il richiedente ha una disabilità temporanea
• l’edificio è di proprietà di un ente gestore di edilizia residenziale pubblica (ALER, Comune) che sostiene direttamente la spesa.
• le opere sono state eseguite prima della presentazione della domanda al Comune
• la persona disabile che intende eseguire le opere di eliminazione delle barriere architettoniche in un alloggio e/o nelle parti comuni di un edificio non ha la residenza e la fissa e stabile dimora presso tale abitazione
 
La concreta erogazione del contributo avverrà a lavori terminati su presentazione delle fatture debitamente quietanzate e solo quando i fondi si renderanno disponibili.

CONDOMINIO
In caso di acquisto condominiale gli interventi di adeguamento delle parti comuni devono essere approvati dall’assemblea condominiale , secondo quanto prescrive l’art.2.1 della L.13/89.

La richiesta al condominio, può essere fatta sia dal portatore di handicap che da ogni altro condomino.

E’ onere degli interessati inviare al condominio richiesta scritta. Da tale momento infatti decorrono i tre mesi oltre i quali, nell’ipotesi di mancata pronunzia, il richiedente potrà esercitare il diritto di cui al comma 2 ed eseguire i lavori senza attendere oltre.
Il comma 2 dell’art. 2, consente nel caso in cui il condominio rifiuti di assumere o non assuma entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, le deliberazioni di cui al comma 1, i portatori di handicap, ovvero chi ne esercita la tutela o la potestà, possono installare a proprie spese, montascale o strutture mobili e facilmente rimovibili e possono anche modificare l’ampiezza delle porte d’accesso al fine di rendere più agevole l’accesso agli edifici, agli ascensori e alle rampe dei garages.

Se la persona disabile che intende eseguire le opere di eliminazione delle barriere architettoniche nelle parti comuni di un edificio condominiale occupa l’immobile a titolo di locazione, sarà necessaria anche l’autorizzazione del proprietario, anche se le spese devono intendersi a totale carico del locatario.

In caso di acquisto condominale, l’assemblea approva con le maggioranze previsteLa spesa sarà ripartita, secondo i criteri stabiliti dal codice civile, per quote millesimali.

Se invece l’assemblea non delibera l’innovazione o comunque non si pronuncia entro tre mesi dalla richiesta fatta per iscritto, il portatore di handicap avrà il diritto di provvedere, sostenendo personalmente la spesa.

Se l’intervento d’eliminazione delle barriere architettoniche è stato realizzato prima del decesso della persona disabile, hanno diritto a subentrare gli eredi legittimi. In caso contrario, ovvero se l’intervento non è stato ancora realizzato, gli stessi eredi non hanno alcun diritto.
L’erogazione del contributo Legge n° 13/89 è vincolata alla verifica dell’acquisizione della residenza.
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